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(Bug’s Life di Enea Francia)

Svegliarsi col sole.

Sentire l’aria fresca invaderti appena esci dalla tua casa.

Vedere come l’ape, mentre si posa, sembra baciare il fiore.

Capire che la vita rinasce ogni mattina.

Chi prepara la sua giornata al mare.

Gente contenta a passeggio e, in bici.

Il volto sorridente di una mamma con in braccio il suo bambino.

L’odore caldo del pane appena sfornato fra le mani.

Non avere paura del futuro.

Rendersi conto e prepararsi al fatto che oggi, nonostante tutto, sarà una bella giornata.

…anche per trovare il coraggio di fare scete col cuore.

Posto un articolo che ho visto girando su internet.

(E’ un pensiero del fondatore di Apple)

“Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione”. Questa frase mi colpì molto e da allora, negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che abbiamo sempre qualcosa da perdere. Siamo già nudi. Non c’è ragione, quindi, per non seguire il nostro cuore.

“Si viaggiare, evitando le buche più dure….”

Si potrà più viaggiare? Beh visti i prezzi che circolano dei carburanti ecc… sta diventando difficile la cosa. Ma che differenze ci sono fra chi viaggia e chi fa il turista. Posto alcune considerazioni sparse colte dal web e da chi ho visto venire qui a Treia (meta sicuramente adatta più a viaggiatori che ai turisti).

Il turismo è la pratica, l’azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione; secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (World Tourism Organization, un dipartimento delle Nazioni Unite), un turista è chiunque viaggi in paesi diversi da quello in cui ha la sua residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo di almeno una notte ma non superiore ad un anno e il cui scopo abituale sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata all’interno del paese visitato. In questo termine sono inclusi coloro che viaggiano per: svago, riposo e vacanza; per visitare amici e parenti; per motivi di affari e professionali, per motivi di salute, religiosi/pellegrinaggio e altro. (fonte wikipedia)

Svelare se stessi attraverso il viaggio
Nel ventesimo secolo l’immagine del viaggiatore ha acquistato una connotazione sociologica di “estraneo”, una definizione, questa, che contiene ancora quelle caratteristiche cui pensavano gli antichi quando definivano il viaggiatore come “filosofo” e anche quelle idee che all’inizio dell’età moderna portarono all’attribuzione di una particolare dignità al viaggiatore che si comportava come osservatore oggettivo e “descrittore del mondo”.
In virtù della mobilità e della lontananza con cui valuta e giudica, l’”estraneo” può cogliere la generalità dei rapporti indipendentemente dalla situazione locale.
Le caratteristiche del viaggiatore sono, secondo Rimmel: la libertà, l’oggettività, la generalità e l’astrazione. Il viaggiatore osserva e registra. Egli può descrivere la realtà che osserva e conosce in modo maggiore o minore a seconda del suo livello di cultura. Ma “estraneo” significa anche “straniero” e lo straniero viene visto come estraneo dalla comunità che lo riceve e viceversa, un confronto dal quale  scaturiscono conflitti o elementi positivi.
Questo tipo di contatto, di rapporto con la comunità locale dev’essere analizzato, valutato, per poter interpretare lo stato mentale del viaggiatore, le sue inibizioni, le sue potenzialità di crescita.

Ci sono diversi tipi di viaggiatori

Chi interpreta il viaggio come penitenza. Viaggi di fede verso luoghi sacri per devozione. Questo tipo di viaggi oggi sono più o meno corrotti dal consumismo e dalle strategie di comunicazione effettuate che a mio parere risultano tutte più o meno stridenti. La fede va sentita e non mercificata.

Chi interpreta il viaggio per studio o ricerca. L’idea che il viaggio potenzi l’intelligenza di chi lo intraprende è antica. E lo stesso Ulisse, per Dante, viaggiò per seguire «virtude e conoscenza».

Si può poi viaggiare per imitazione, perché altri lo fanno e bisogna seguire le mode, per consumismo. Seguire le tendenze e le mode. Dove fa leva più di altro il marketing territoriale. Creare la tendenza appetibile da seguire. E’ la forma di turismo che può essere costruita. E’ quella che “rende” ma anche quella più sterile se non resa “sostenibile”.

Oggi ho voluto fare delle considerazioni sui vari modi di interpretare i vari modi di viaggiare (d’altronde da gestore di albergo dovrò pure capire cosa vuole chi mi viene a trovare o no ?).

D’altronde questo è il periodo in cui si pensa a viaggiare (… o almeno si dovrebbe avendone le possibilità vista l’aria di crisi che si respira)

…non è che finiamo così vero ?

Da due giorni penso e ripenso alla notizia che entro la fine dell’estate probabilmente si scioglierà tutta la calotta Polare Artica! Ora non sono uno scienziato ma a scuola hanno a tutti insegnato quali potrebbero essere le conseguenze di uno scioglimento così drastico. Comprendendo (anche se … poi non molto) le ragioni del fatto che i TG nazionali hanno messo la notizia ovviamente dopo il “gossip” politico d’estate e prima della cronaca rosa e dello sport (diciamo che lo hanno fatto per non creare facili allarmismi … che ci crediamo tutti vero?).

Per non saper “ne leggere ne scrivere” mi sono andato ad informare meglio. Riporto qua e la qualche notizia che ho trovato. Stavo dimenticando di dire che non sono inscritto a nessuna associazione di salvaguardia ambientale o altro. Però sinceramente ora comincio a pensare che forse sottovalutiamo in tanti il problema. Forse in troppi.

da “La Repubblica” del 26, marzo 2008

Le immagini dell'iceberg gigante staccatosi in Antartide

Un enorme frammento di 415 chilometri quadrati della banchisa antartica si è staccato dall’area dello Wilkins Ice Shelf. Lo hanno reso noto negli Stati Uniti gli scienziati del National Snow and Ice Data Center di Boulder, in Colorado, precisando che il fenomeno - cominciato il 28 febbraio scorso - è stato ripreso dai satelliti ed è stato “straordinario” “anche perché non capita di vedere tutti i giorni collassare un pezzo di ghiaccio grande quanto sette volte Manhattan”. A staccarsi dal continente antartico e a finire in mare è stato il cosiddetto “Asse di Wilkins”, un’area della parte occidentale dell’Antartide che gli scienziati avevano già previsto sarebbe collassata. Ritenevano però che sarebbe avvenuto tra quindici anni. ( articolo completo >> )

dal “secolo XIX” del 23, giugno 2008 (ma simile è il tam tam dappertutto)

Arctic Climate Impact Assessment (ACIA)

Il sottilissimo strato di ghiaccio stagionale che circonda il Polo Nord geografico potrebbe sciogliersi nei prossimi mesi, tanto che per la prima volta questa estate il Polo Nord potrebbe essere libero dei ghiacci. È l’ipotesi prospettata alla rivista National Geographic da alcuni esperti che stanno studiando gli effetti dei cambiamenti climatici a bordo della nave rompighiaccio canadese Amundsen. «Quest’anno il Polo Nord potrebbe per la prima volta essere libero dai ghiacci», ha detto alla rivista David Barber, dell’università di Manitoba. La previsione non contraddice i recenti modelli che prevedono lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico fra il 2013 e il 2030. Tuttavia lo scioglimento del sottile strato di ghiaccio stagionale è considerato dai ricercatori come il campanello di allarme sulla portata e la rapidità dei cambiamenti indotti dalle trasformazioni del clima. (articolo completo >> )

Se poi consideriamo che questo comprometterebbe sicuramente di molto anche l’andamento della Corrente del Golfo, o Corrente Nord-Atlantica, che è una potente corrente oceanica calda di vitale importanza per la mitigazione del clima nei paesi europei che si affacciano sull’Oceano Atlantico. Il “nastro trasportatore”, è un’enorme corrente che trasporta l’acqua calda del Golfo del Messico attraverso l’Atlantico; quando poi, in prossimità del circolo polare artico tende a raffreddarsi, si inabissa. Dopodichè il ciclo (… di solito) ricomincia.

L’aumento termico sta generando uno scioglimento delle zone periferiche della calotta artica, fenomeno molto evidente negli ultimi 15 anni.

Questo scioglimento fa sì che un’enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della Corrente del Golfo. Una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura, fermerà il meccanismo della Corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno indietro. Di conseguenza si perderanno tutti i benefici fin qui descritti, l’effetto Albedo aumenterà esponenzialmente e il fronte polare si abbasserà notevolmente.

(fonte maggiori e più dettagliate info >> )

Ma senza farla troppo lunga o creare facili allarmismi. Non è ora di iniziare a spegnere le cose inutili? Ma sul serio!!! Spero sinceramente che non sia troppo tardi.

E’ ora che iniziamo finalmente a NON correre senza motivo!

… o siamo certi e sconfortati dal fatto che prima o poi THE Day After diventi realtà ?

Sono alla hall dell’albergo, a Treia c’è qualche persona in giro, poche in realtà, colpa del caldo e del fatto che per la crisi che si respira in giro. la maggior parte di essa preferisce starsene a casa.

Vedo gli spezzoni di Adriano Celentano (…voci di corridoio dicono che sta per tornare), leggo un po’ di fatti di cronaca locale e, m’imbatto su un intervista all’assessore al turismo del mio comune di nascita (Matelica). Coincidenza, leggo l’articolo proprio nel momento in cui parte in TV il pezzo di Giorgio Gaber “Il Conformista” ma cantato dal “Molleggiato” (che ho postato sopra). L’intervista è tutta un’auto celebrazione degli sforzi fatti per promuovere un turismo di rete (che va tanto di moda), una serie di accuse contro la Regione Marche che non investe abbastanza, e della Provincia che spende solo per consulenze, e questi poveri piccoli comuni invece… che devono fare tutto da soli ecc ecc. Come se non fosse mai successo a Matelica di fare delibere esagerate per uffici stampa discutibili, o di aver rinunciato all’unico evento di rilevanza turistica per quella cittadina, che non sto qui a enunciare per non sembrare autocelebrativo (ma per chi non mi conoscesse, mi riferisco alla rassegna nazionale Musica della Scuola che è costata fra tutto, quanto il SOLO ufficio stampa della mostra, ma il Comune ovviamente l’ha tagliata perchè …costava troppo).  Dimenticavo un’altra coincidenza. L’albergo stasera è vuoto. Ieri passeggiando in città c’erano non più di una quarantina di persone in giro, alla faccia della promozione turistica. La realtà è diventata il gioco delle tre carte. Programmazione zero, si pensi solo che i progetti di promozione turistica la provincia di Modena ad esempio, li finanzia aprendo bandi con un anno di anticipo. Il Comune di Matelica ha stampato le brochurine la settimana scorsa. Certo non fa meglio la nostra Provincia che un bandi simili a Modena li ha aperti con scadenza a maggio e in riferimento a progetti dell’anno in corso. E’ ovvio che la metà delle iniziative sono già passate siamo a fine Giugno e poi se si considera che per un progetto di promozione turistica e per il suo impianto occorrono minimo 4 o 5 mesi di anticipo si parla non al presente ma al trapassato remoto. Siamo in balia delle onde di gente che, riprendndo la canzone “sta sempre dalla parte giusta e ha tutte le risposte belle e chiare dentro la sua lista” ma certe volte farebbe meglio a tacere. O no ?!?!

… nell’articolo apparso l’Assessore parlava di promozione turistica fatta dal Sistema Turistico Locale che ha presieduto. Una delle attività  è stata proprio un workshop ad Amsterdam, io c’ero. Ho trovato questo pezzo di Cevoli che, vi giuro, sembra proprio che abbia preso spunto da lì, il comico di Zelig, per il suo pezzo. Io fossi al posto del vero Assessore di Matelica gli chiederei le royalties. D’altronde la “gita ad Amsterdam” c’è e se il parco di “Gnoccalandia” lo sostituiamo con il museo paleontologico…

…il programma è lo stesso. AH, AH, AH!!!

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“Giochi di luce” di Enea Francia (la rete delle luci colorate che si intrecciano)

ll lavoro di ricerca su Internet e gli strumenti virtuali ancora non sono considerati qui dove abito (fisicamente). O meglio la ricerca (più o meno seria in campo su internet) per molti vuol dire solo andare in un motore di ricerca oppure al massimo essere considerati “alieni” o “smanettoni”. In un contesto del genere è ovvio che sono avvantaggiati solo i furbi.

Perchè forse le esperienze qui nella mia zona siamo abituati a viverle in modo timido o a negarle per una sorta di repressione involontaria. Di solito ci si aspetta sempre che qualcunaltro indaghi il campo per noi, poi se va bene, lo si segue altrimenti lo si affossa. Ovvio che non faccio di tutta l’erba un fascio. Ma credo che questo modo di “stare al palo per convenienza” sia destinato a crollare.

Ci sono diversi internet (… e lo so che questa sembrerà una frase fatta per molti).

Quello della gente con un modo di operare in rete cercando continuamente il confronto e il dialogo. Quello, invece, degli “alti livelli” che tendono comunque ad imporre significati. Quello di chi oltre ad insistere per voler comunicare argomenti che non si reggono, sprofondano dal loro grattacielo di carta. Vedo blog di politici, assessori e/o dirigenti che usano internet con il solo ed esplicito intento di venderti il loro pensiero o i loro servizi e in maniera anche piuttosto sfacciata. Pochi ad alti livelli condividono riflessioni o cercano di costruire dialoghi “umani” e/o “confronti reali”. Penso a blog come musicarsperimentando fatti per diminiuire il divario di comunicazione studenti insegnanti creando un vero e proprio scambio di idee. Altri che descrivono esperienze di approfondimento divenuti popolari come www.pandemia.info senza cercare di veicolare o spesso solo appiopparti prodotti o servizi.

La conferma del mio concetto di rete internet sta sempre di più nella gente che esprime la sua vita reale nei blog o nei siti, mette a disposizione quel poco o tanto che conosce, comunica rendendosi conto che “questa piazza virtuale” può e deve essere scambio di opinioni e di interessi. E deve rimanere libera. Spero che il marketing spinto o tutti quelli che tendono a portarti verso questo o quel pensiero dominante tendano a svanire man mano che la gente acquisisce la conoscenza del mezzo. Spero che, anche se su questo ho un po’ paura, vista la classe politica di oggi, si riescano a creare le condizioni affinchè le istituzioni politiche riescano a fare in modo che il mezzo virtuale possa essere realmente utilizzato da tutti come “flusso ed interscambio di conoscenze” senza censure o limitazioni fatte per avvantaggiare solo alcuni gruppi di i interesse.

Contentezza

Quando hai persone che ti scrivono certe cose, non ti ferma più nessuno nell’andare avanti!

Riporto una lettera che mi è stata inviata 2 giorni fa. La trovo commovente.

Ho l’idea anzi la certezza che l’ambiente che ci circonda risponde a ciò che cerchiamo di essere, se tiriamo fuori gioia sicuramente gioia raccoglieremo -anche se non sappiamo quando!-, anche quando apparentemente gli aspetti dell’ambiente ci sembrano un ostacolo, cerco di vedere l’ostacolo come una opportunità, come dire, un problema è tale solo se ha una risoluzione, altrimenti non è un problema, e se c’è una risoluzione, sicuramente possiamo trovarla.eheh questo concetto mi da molta carica anche nei momenti difficili, e lo sforzo
di non farmi annientare e risucchiare dall’ambiente mi rende viva. nel nostro lavoro è importantissimo riuscire a trasformare la prospettiva che l’ambiente socio culturale ci presenta, altrimenti vince lui!! aaaaahhhhhh e di contro io rispondo all’ambiente, c’è una grande vitalità nella vostra equipe, una grande forza nei tuoi propositi, immagino la fatica e gli sforzi
che avete compiuto per fare il festival e il vostro stato d’animo nel trovarvi soli ad affrontare un lavoro così impegantivo,senza adeguati finanziamenti e sostegni istituzionali, lo avete portato a termine meravigliosamente riuscendo a trarne il massimo valore, questa è una
vittoria ed è tutta opera della straordinaria forza di volontà che tu e i tuoi colleghi avete dimostrato sempre con il sorriso sul volto, che grande insegnamento.
grazie…

sono sicura che dopo tutto ciò troverai una meravigliosa nave!!! e finalemente potrai andare al varo con alvaro che lavora in lavanderia, lui lascierà la lavanderia!
conosci la nave dei folli?se scopriamo dov’è ci andiamo perchè tutto sommato non posso perdermi il momento cruciale di andare al varo con alvaro! e quando ricapita!

ah ho visto le foto, woww, stiamo raccogliendo anche noi in un cd tutte le foto fatte dai genitori, appena lo completiamo te lo spedisco.

adesso torno a lavoro, scusa per il ritardo nella risposta.
ti abbraccio,
saluta tutti
Emi

Io devo dire invece grazie al Tuo insegnamento e quello di tutti coloro che hanno partecipato quest’anno alla RASSEGNA, per la forza di andare avanti che ci avete messo nel cuore, e la gioia di poter adesso gridare che il sogno continua!!!

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